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Ultima modifica:
settembre 2009

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Storia
Riguardo
le origini dell'attuale Cattedrale di Frascati, la Basilica di San Pietro
Apostolo, è noto che l'opera di edificazione, iniziata nel 1598, fu voluta da
Clemente VIII Aldobrandini per soddisfare i bisogni spirituali della
comunità in costante crescita. La realizzazione venne commissionata
all'architetto bolognese Ottavio Nonni, detto il Mascherino, che sviluppò
un progetto a croce greca con tre navate sino alla morte avvenuta nel 1606.
L'interno subì allora varie modifiche sino al completamento nel 1636.
L'architetto Girolamo Fontana, diede il suo notevole contributo
edificando la facciata tra il 1697 ed il 1700. Dopo la Seconda Guerra Mondiale
fu sottoposta ad un primo restauro in seguito ai danneggiamenti subiti, ma,
purtroppo, le ricche decorazioni settecentesche sono state irrimediabilmente
perdute; rimane un esempio della dotazione originale nella cappella di Sant'Isidoro,
nella navata di destra. Nell'anno 2001 è stato ultimato il ripristino della
facciata, segnata dal tempo.
La sua storia, tuttavia, è strettamente legata
alla vita del cardinale Enrico Benedetto Stuart, duca di York.
Enrico Benedetto Stuart, duca di York
Enrico
Benedetto Stuart nasce a Roma nel 1725, secondogenito
del pretendente al trono d'Inghilterra Giacomo III e della principessa polacca
Maria Clementina Sobiesky.
La dinastia cattolica inglese era stata detronizzata nel 1714 in seguito
all'approvazione della "Bill of Rights", una dichiarazione dei diritti secondo
la quale nessun re cattolico o persona sposata ad un cattolico poteva più sedere
sul trono d'Inghilterra e, nel 1717, Giacomo III aveva trovato accoglienza a Roma
da parte di Papa Clemente XI, dopo che Luigi XIV, re di Francia, gli aveva tolto
il diritto di asilo.
Gli Stuart continuarono a lottare per la riconquista del trono, ma nel 1746, in
seguito alla fallita spedizione a Culloden in Scozia, sia l'erede al trono Carlo
Edoardo che suo fratello Enrico dovettero constatare che ogni altra possibilità
di aiuti da parte delle potenze europee era da scartare e che le sorti della
restaurazione cattolica sul trono d'Inghilterra erano ormai segnate.
Queste considerazioni e la vocazione alla vita religiosa che ormai da molto
tempo sentiva nel suo intimo, incoraggiarono Enrico Stuart ad abbracciare la
carriera ecclesiastica e nel 1747 Benedetto XIV lo nominò cardinale con il
titolo di Santa Maria in Campitelli.
La notizia della sua elevazione a cardinale fu un grave colpo per Carlo Edoardo,
che si sentì tradito anche dal padre, il quale aveva appoggiato, senza prima
consultarlo, la decisione del fratello: questo aprì nella famiglia una grave
frattura che durò per oltre vent'anni.
Nel 1761 venne nominato Vescovo della
Diocesi Tuscolana e il suo ingresso venne
celebrato solennemente nella Cattedrale di Frascati il giorno 19 luglio dello
stesso anno. Per l'occasione il cardinale Enrico Benedetto duca di York, questo
il nome che acquisì, fece dono di due ricchissime pianete in seta laminata, una
rossa e l'altra bianca, ricamate in filo d'oro, che possono essere ammirate
nella cattedrale di San Pietro, alla quale elargì altri doni di notevole valore
storico ed artistico che dimostrano anche il suo raffinato amore per l'arte e il
suo rapporto con artisti ed artigiani del tempo.
Poco tempo dopo la presa di possesso, il Cardinale indisse le
Sacre Visite,
furono ben undici, le quali rappresentarono lo strumento fondamentale per
conoscere da vicino i problemi della Diocesi e soprattutto per stabilire un
dialogo diretto con sacerdoti e fedeli.
L'intero arco del suo mandato episcopale fu costellato di innumerevoli attività
benefiche, che assorbirono gran parte delle sue pur considerevoli rendite, in
favore dei più poveri e nei confronti di Istituti di ordine sociale quali
l'ospedale San Sebastiano Martire di Frascati, per il quale mantenne anche un
carro con cavalli per il trasporto dei malati ed il Monte di Pietà affinchè
operassero sempre meglio per il bene di tutta la Comunità.
Tuttavia il suo principale intento fu quello di organizzare il Seminario
Tuscolano e questo fu possibile soltanto dal 1770 quando,a seguito della
soppressione dell'Ordine dei Gesuiti, papa Clemente XIV sottopose di nuovo
l'Istituto alle dirette dipendenze del Vescovo Tuscolano.
Da questo momento è un continuo succedersi di interventi e donazioni personali
per dotare il Seminario dei servizi necessari ad una perfetta organizzazione
della vita comunitaria: nuovi arredi, cucina, cameroni, un refettorio che fece
decorare dal pittore-stuccatore Giovanni Angeloni di Frascati, una piccola
cappella affrescata dal pittore polacco Taddeo Kuntze e perfino una moderna
tipografia.
Il 31 gennaio 1788, dopo una vita di amarezze e umiliazioni, passata nel
tentativo di riportare la sua casata sul trono d'Inghilterra, moriva a Roma il
principe Carlo Edoardo. La triste notizia prostrò moltissimo il cardinale duca.
I funerali si svolsero in forma solenne, degni di un re, nella Cattedrale di
Frascati e le spoglie del principe Carlo furono tumulate nella Cattedrale
stessa. Oggi vi restano solo i precordi, racchiusi in una piccola urna di
piombo. La lapide di marmo che indica il luogo si trova su uno dei pilastri
della navata di sinistra.
Dopo la morte del fratello, il Cardinale Vescovo di Frascati cominciò a sentire
tutto il peso morale dell'eredità che gravava sulle sue spalle e ancora una
volta rese pubblica la protesta con la quale reclamava il suo diritto di
successione al trono d'Inghilterra con il nome di Enrico IX. Apportò cambiamenti
sul suo stemma facendo togliere la mezzaluna e sotto il cappello cardinalizio
fece sostituire la corona ducale con quella reale.
L'occupazione francese dello Stato Pontificio nel 1798, lo costrinse a fuggire
e a rifugiarsi prima a Napoli, poi a Venezia, dove ebbe notizia della morte di
Pio VI, avvenuta a Valence prigioniero di Napoleone.
Quando, nel marzo del 1800, ebbe termine il conclave dell'Isola di San Giorgio,
dove fu eletto papa Pio VII, il cardinale duca fece ritorno nella sua diletta
Diocesi di Frascati, dove fu accolto con grandi manifestazioni di gioia e di
affetto. Ma i suoi impegni non erano finiti. Nonostante le fatiche per il lungo
viaggio e le sofferenze dell'esilio, l'approssimarsi del ritorno a Roma del
Papa, lo costrinse a ritornare nella Capitale per predisporne l'accoglienza; per
dimostrargli la sua gratitudine Pio VII gli fece visita a Frascati e gli
concesse l'onore di farlo sedere accanto a lui sul cocchio pontificio,
privilegio questo riservato soltanto ai re.
Nel 1803 il cardinale divenne Decano del Sacro Collegio: sebbene per tradizione
questo titolo comprendesse anche quello di Vescovo di Ostia e di Velletri,
ricevette dal Papa il permesso di poter continuare ad abitare a Frascati nella
rocca quattrocentesca, residenza ufficiale dei vescovi tuscolani, da lui
restaurata nel 1775 ed abbellita di affreschi di Taddeo Kuntze.
Qui il 13 luglio del 1807 spirò serenamente. Ai suoi funerali, tuttavia, non si
videro nè la corona nè lo scettro, come ai funerali del fratello, ma ai suoi
piedi furono deposti la mitria e la Croce pastorale.
Il 16 luglio del 1807, tre giorni dopo la sua morte, anche le spoglie di Carlo
Edoardo furono traslate a Roma dove riposano insieme a quelle del padre Giacomo
III e del fratello Cardinale nelle Grotte Vaticane in un bellissimo sarcofago di
granito rosso sormontato dalla corona regale, commissionato nel 1939, da re
Giorgio VI d'Inghilterra.
Carlo Edoardo Stuart (Carlo III di Gran Bretagna)
Il principe Carlo Edoardo Stuart (1720-88), figlio primogenito di Giacomo Stuart,
pretendente al trono d'Inghilterra, conosciuto anche come Bonnie Prince Charlie,
nacque e crebbe in Roma.
Nel 1744, divenuto il centro delle speranze dei Giacobiti, andò in Francia per
assumere il comando del piano di invasione dell'Inghilterra. La sconfitta della
flotta francese lo bloccò per più di un anno. Finalmente, nel luglio del 1745,
sbarcò con sette seguaci a Eriskay, nelle isole Ebridi, e piantò lo stendardo di
suo padre a Glenfinnan. Gli uomini dei clan scozzesi si unirono a lui in massa
e, dopo la resa di Edimburgo, prese alloggio con la corte nel palazzo reale di
Holyrood. Dopo la vittoria di Prestonpans, iniziò l'invasione dell'Inghilterra,
ma a Derby si fermò e tornò indietro a causa dell'evidente mancanza di supporto
da parte degli inglesi.
Nel 1746 fu sconfitto dal Duca di Cumberland a Culloden Moor in Scozia. La
rivolta fu stroncata senza alcuna pietà ed egli dovette fuggire e nascondersi
per circa cinque mesi. Con l'aiuto di Flora McDonald, eroina scozzese che per
questo fu imprigionata nella Torre di Londra per circa un anno, vagò nel
territorio tra Benbecula e Poitree, travestito da sua serva. Sbarcò, infine, in
Bretagna e da allora visse in Francia e poi in Italia, dove, alla morte di suo
padre, assunse il titolo di Carlo III di Gran Bretagna. Mori nel 1788 a Roma. I
funerali si svolsero in forma solenne, degni di un re, nella cattedrale di
Frascati di cui era vescovo il fratello minore Enrico Benedetto Stuart, duca di
York, nominato cardinale giovanissimo da Benedetto XIV ed a cui era stata
affidata la Diocesi Tuscolana nel 1761. Le spoglie del principe Carlo furono
tumulate nella cattedrale stessa. Alla morte del fratello cardinale, avvenuta il
16 luglio 1807, le spoglie di questi e quelle di Carlo Edoardo furono traslate a
Roma, dove riposano insieme a quelle del loro padre Giacomo III nelle Grotte
Vaticane in un bellissimo sarcofago di granito rosso sormontato dalla corona
reale.
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